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03 novembre 2012

Mi manca un tavolo

Ancora un mese e mezzo di California, e no, non e` proprio ancora tempo di bilanci, pero` una cosa mi e` mancata in questa casina adorabile e colorata: UN VERO TAVOLO.

L'ho sempre dato per scontato che nelle case ci sia un tavolo dove mangiare comodi, cucinare, spargere le foto da riordinare,  appoggiare una piccola asse da stiro, insomma, una superficie da usare. E invece qui no, abbiamo un tavolo tondo piccolo, di quelli che andrebbero all'aperto, con sole due sedie, un ripiano di vetro scivolosissimo e ci si sta strettissimi.
E siccome nel resto della casina lo spazio non abbonda mi sono resa conto che durante quest'anno non ho potuto fare una delle cose che amo di piu`: invitare gente a mangiare.
Sono riuscita ad avere a pranzo Camilla e baby V. qualche volta (viva i seggioloni), il vicino di casa italiano a cena e mesi fa due amici che non vedevamo da tempo, ma in quella occasione ho rovesciato la padella con la pasta per terra perche` era appoggiata male. Un altro paio di volte abbiamo mangiato in 4 seduti sul divano appoggiando i piatti sul tavolino basso (quando ancora la Camilla non era mobile e non arrivava a toccare ovunque)
E adesso che manca poco a ripartire mi dispiace. Perche` stare a tavola e` un bel modo di stare assieme. Perche` con una bimba piccola e` comodo invitare a casa invece che andare fuori. Perche` l'ho sempre fatto. Perche` avrei un po' di inviti da ricambiare e persone a cui dedicare un po' di attenzione.
Questa sera ho nostalgia del mio tavolone IKEA della nostra vita californiana precendente, che si allungava fino a 12 posti.

11 ottobre 2012

contraddizioni

L'America della meritocrazia, delle opportunita`, delle idee che trovano terreno fertile, dei sogni che spesso si realizzano.

Ma e` anche quella che ti licenzia da un giorno all'altro, dopo 10 anni di lavoro.
Quella senza paracaduti e ammortizzatori sociali.
Quella che se dal lavoro dipendeva anche l'assicurazione sanitaria di te e dei tuoi figli, da ora siete scoperti. Prega di non ammalarti.
Quella che lascia serpeggiare l'idea che se le cose ti vanno male e` colpa tua, non ti sei impegnato abbastanza e ti meriti il destino che hai.
Quella che dopo 6 settimane di maternita` devi tornare a lavorare.
Quella che devi risparmiare da adesso per forse poter mandare i figli a studiare.
Oggi sto incazzata e questo cielo blu, mi sembra meno blu.
Il paradiso in terra, il luogo ideale non esiste, in barba a chi pensa che sia qui.

09 ottobre 2012

il lunchbox aka la schiscetta - parte 2

Questa cosa del lunch box andava comunque fatta e cosi`, durante le giornate di inserimento, ho cercato ispirazione dai pranzi degli altri bambini.
Senza trovarla.
Attorno al tavolino c'erano:
Bimbo 1 con crackers a forma di pesciolino e cubetti di formaggio arancione.
Bimbo 2 con piccole crocchette di pollo fredde a forma di dinosauro e tre fette di cetriolo.
Bimba 3 con pasta in bianco tutta collosa e brocoletti (quest'ultimi credo che li copiero` perche` la cami ne va matta)
Bimbo 4 con toast con burro di noccioline e marmellata (il famoso peanut butter and jelly).

La fiera della tristezza.

...ma poi ho visto lei:
Bimba 5 con qualcosa simile a questo:

 ed ho capito di avere una missione nella vita!!!

(ovviamente, in attesa di raggiungere quelle alte vette, si gradirebbero suggerimenti da parte di mamme alle prese con i lunch box)

05 ottobre 2012

Il lunchbox aka la schiscetta- parte 1

Nella maggioranza degli asili americani non danno il pranzo, lo devi preprare a casa e darglielo dietro nell'apposita lunch box.
La lunch box e` una borsetta termica piccolina in cui mettere dei contenitori con dentro le cose da mangiare.
Ecco, a me questa cosa mi mette un po' di tristezza e un po' la odio gia` per svariati motivi tra cui:
- il pranzo e` un pasto importante e che sia mangiato freddo o tiepido mi fa una certa impressione;
- mangiare il cibo dell'asilo era anche un modo per provare nuovi cibi e imparare a magiare quello che mangiano gli altri;
- devo preparare un pasto in piu`;

Per di piu` la piccola Cami, che per altro e` una abbastanza sveglia, non e` ancora abituata a mangiare completamente da sola e all'asilo le maestre non fanno altro che aprirle i contenitori. Mi hanno detto che se hanno fame mangiano altrimenti loro non insistono.
E qui secondo me c'e` una differenza culturale notevole nel considerare il pasto non un rito, un qualcosa di importante e bello, ma una pura necessita`. Magari noi esageriamo, ma per me non e` proprio scontato che magiare o no a pranzo e` indifferente.

Chiusa la parte polemica. Per l'osservazione antropologica della schiscetta rimando al prossimo post.

18 aprile 2012

Fitness

Io la mia amica Camilla, mamma di baby V., compriamo online una super offerta per l'accesso illimitato per un mese in uno dei fitness studio piu` fighetti di Santa Barbara con servizio baby sitter.
Carichissime decidiamo di fare la prima lezione martedi` alle 8.30.

ore 7: sveglia, colazione, lavaggio, borsa, tutti in macchina
ore 8: arriviamo alla palestra, parcheggio la macchina (la piu` brutta di tutte le altre), mi incontro con Camilla e baby V.
Entriamo. La palestra e` bellissima, tutto legno, grandi specchi, un bagno grande come casa mia e la sala bimbi piena di giochi. Vediamo una donna incinta e pensiamo: "se ce la fa lei...". La signora alla reception e` bionda, tirata (in tutti i sensi) e poco simpatica.
ore 8:10: ci viene presentata la nanny e entriamo con le bimbe nella sala per loro. Ci sediamo, giochiamo un po' e cerchiamo di metterle a loro agio.
ore 8:25: lasciamo la stanza, baby V. scoppia in singhiozzi urlando mamma, mamma. La mia Camillina. per il momento tiene botta.

Inizia la classe.
La donna incinta e` la maestra.

8:34: stiamo facendo una specie di flessione dopo cinque minuti di intenso riscaldamento e intanto sentiamo baby V.: "mamma! mamma! e giu` singhiozzi".
Guardo la mia amica Camilla al mio fianco, una maschera. (Mi dira` poi, "non sapevo se mi faceva piu` male l'esercizio o i singhiozzi di baby V.)
8:35: smette baby V., respiriamo per un attimo, e incomincia Camillina "mamma! mamma! e singhiozzi" e a ruota riprende baby V.
8:37: decido di andare a vedere e trovo la seguente scena: Camillina in lacrime in braccio alla nanny, baby V. singhiozzante in braccio alla bionda della reception, tutte piene di moccolo e lacrime.

Vado a chiamare Camilla e andiamo a prendercele.

Le calmiamo a fatica mentre la nanny legge una rivista.
Ci rivestiamo per uscire e le pupe, uscendo tentano di rubare le chiavi di una Porsche e degli occhiali da sole di marca.
La signora bionda ci saluta con gioia, contenta che il concerto sia finito, e le bimbe, ritrovato il sorriso, salutano allegre all'idea di essersi scampate le baby sitter.

8:50: siamo al supermercato.
9:20: stiamo facendo colazione al bar.

Versione 1: Che peccato che non siamo riuscite a finire la classe.
Versione 2: Ci hanno salvato. Non sarei riuscita nemmeno a prendere in braccio la piccola se avessi fatto tutta l'ora...dopo 7 minuti ero gia` stravolta.

01 aprile 2012

French Fries

La piccola si e` fatta due giorni di febbre e cagotto. La situazione era peggiorata di sabato mattina, ovviamente quando il pediatra non c'e`. Allora chiamo il numero per le emergenze fuori orario, spiego la situazione, e dopo mezz'ora mi richiama la dottoressa reperibile. Mi dice di stare tranquilla, di eliminare i latticini e proteine per 24 ore e di tenerla idratata. Poi aggiunge, "per il resto puoi darle da mangiare quello che vuoi, riso, patate, si` insomma quello che mangi di solito, per esempio patate fritte vanno bene". Ecco, appunto, proprio quello che pensavo di mettere su per pranzo per una bimba di un anno e due settimane col cagotto!!!

22 gennaio 2012

Prefazione

Indovinello.

Questo è l'inizio della prefazione di un libro lasciato qui dalla padrona di casa:
As our daily lives become more and more complicated and our environment more hazardous, how we live and what we eat takes on greater and greater significance. Living today requires not only stamina and energy but a sense of responsibility for our personal welfare and the welfare of those we love. We need and want to exercise more control in our lives.

Di cosa parla il libro?

A chi indovina, spediamo il libro. Scherziamo, ovviamente. Solo bragging rights.

(Non barate: non vale googlare la frase!)

18 gennaio 2012

Enfasi

Sara` che tornare in Italia mi rende sempre un po' piu` "sensibile" alle stranezze di qui, ma ieri ho sentito un vero e proprio "eccesso di enfasi" attorno a me.

 Signora al semaforo guardando al Camilla:
- Oh my God, she is so cute. (Oh mio Dio, e` cosi` carina)
- Wonderful eyes, and beautiful perfectly rounded shaped little head. (occhi bellissimi e una piccola testina perfettamente tonda)

Entro in un negozio, la commessa guardando dentro il passeggino:
- Oh my God, I cannot believe this. (Oh mio Dio non ci posso credere)
e io penso, oh mio Dio cosa avra`
- Kelly, come. You have to see this. (Kelly, vieni. Devi vedere questa cosa.)
e chiama la collega a raccolta
- A tiny sleeping bag for babies!!! (un piccolo sacco a pelo per bimbi) 


Alla fine del corso di Yoga (tra l'altro bellissimo, di cui vi raccontero` piu` avanti)

La maestra:
 - Thank you for coming here, you are a wonderful group of people, with lovable babies and a splendid attitude (grazie per essere venuti, siete uno straordinario gruppo di persone, con bambini adorabili e uno sprito splendido.

Una alunna (peraltro molto simpatica)
- Thank you for gathering here and guiding us through this amazing practice with your leadership. (grazie a te, per averci raccolti qui e guidati in questa meravigliosa lezione con la tua leadership)

 Marco dice divento cinica a stare in Italia, sara`, pero` certe volte qui sono troppo mielosi e/o entusiasti...almeno secondo i miei canoni!

01 novembre 2011

Incontri 2

Mi fermo a chiedere informazioni sul parcheggio ad una "accertatrice della sosta".
Risponde brevemente alle mie domande, fissa Camilla e esclama:

-"Oh my God! She is beautiful!"
Thanks

- What's her name?
Camilla
- Camelia?
Yes.

- No really, she is gorgeous!
Thanks
- She should be in movies.
(imbarazzata) Well, beh, dai
- No Kidding, you should bring her to do casting for movies, with those eylashes.
Thanks
- Really, you should!
Ok, (ho capito!) Thanks (fammi andare)

( e io che pensavo che certe cose succedessero solo a Los Angeles!)



10 agosto 2011

#BirminghamRiots

Un po' di pensieri sparsi sui disordini inglesi — di Birmingham, in particolare — di questi ultimi giorni, basati su quanto visto qui e sui feeling e l'atmosfera che si respira (meglio, che io respiro) in questa parte di città.




Alla ricerca di cause
Primo, i fatti di Birmingham — e sospetto, la maggior parte di quelli che stanno accadendo — hanno ben poco a che fare con l'uccisione di Mark Duggan da parte della polizia a Londra. La vicenda di Duggan è ovviamente terribile e molto poco chiara — e i primi risultati delle investigazioni sembrano puntare a responsabilità della polizia — ma non è per questo ci sono i disordini. Insomma, non sembra (ancora?) una rivolta di razza, neri contro bianchi, come avvenne, per rimanere negli stessi quartieri di questi giorni, a Tottenham, 1985.

In altre parole, meno riot o protest e più mindless violence. I teenager (multiculturali, come la città: bianchi, neri, e asiatici) che hanno saccheggiato Birmingham negli ultimi due giorni non sembrano farlo guidati da chiari motivi ideologici. Per molti è semplicemte un giorno di shopping gratis, un carnevale fuori stagione. Gli edifici svuotati e vandalizzati in questi giorni sono Adidas, Footlocker, negozi di elettronica, Yves Saint Laurent; non gli edifici del potere, non le banche. Un buon deal, non uno statement politico. (Vedere questo video, piuttosto popolare nelle ultime ore, per una più vivida espressione di questo aspetto.)

È chiaro, però, che alla base dei disordini c'è un disagio serio e vero che deve essere affrontato. L'Inghilterra è uno dei Paesi più diseguali e classisti del mondo; interi quartieri e gruppi sono completamente disenfranchised, senza nulla da perdere, senza nessun attaccamento alla propria comunità e quartiere — e quindi senza remore a saccheggiarlo. I tagli degli ultimi tempi hanno colpito più duramente le fasce più deboli della popolazione: chiusi i centri per giovani, i programmi di assistenza, tagli alle charities, l'educazione universitaria, un tempo gratuita, col Labour salita a 1,000 sterline l'anno, è ora balzata a 9,000 sterline. Prospettive: poche e buie. Non c'è però un leader, qualcuno che sia in grado di articolare questi problemi e di guidarne la discussione, fare policy.

(courtesy of Emmeline Pidgen)

Leadership
A proposito di leadership, si è avvertita, clamorosa, una evidente mancanza di leadership nelle istituzioni, simbolicamente (durante i primi giorni di scontri chi doveva governare faceva vacanze mal coordinate: il primo ministro in Toscana, il sindaco di Londra in America, il ministro dell'economia a Disneyland) e più concretamente.

Cameron sbandiera oggi i risultati delle nuove misure di controllo, ma un successo di lunga durata dovrà necessariamente affrontare i problemi ricordati sopra. In particolare, questi scontri non sono certo un buon inizio per la big society di Cameron, l'idea su cui ha costruito la sua elezione, ma che finora si è concretizzata principalmente in tagli su tutti i fronti. In particolare, fa impressione rileggere ora le dichiarazioni, meno di un anno fa, di Theresa May, l'home secretary, in difesa dei tagli alla polizia (ora ulteriormente indebolita e demoralizzata per gli gli scandali e dimissioni legate alla questione di News of the World). Ecco l'inizio:

May has dismissed fears that deep spending cuts could undermine the ability of the police to tackle possible civil unrest, and insisted the British did not respond to austerity by rioting on the streets.

Era il Settembre 2010: profetica al contrario.

Media
I media tradizionali, BBC in testa, perdono, e di gran lunga, il primato dell'informazione. Il migliore coverage dei fatti di Birmingham lo fa un sito di un musicista e Sangat TV, un canale TV sikh. Danno informazioni dirette, correggono in fretta gli errori e i rumors che inevitabilmente si diffondono in questi momenti concitati, e conoscono il territorio e la comunità. La BBC (quella nazionale, in particolar modo) parla quasi solo di Londra, sbaglia il nome delle strade di Birmingham, e non corregge voci che si è appurato essere false ore prima. (Vedi qui per una discussione più approfondita di questo aspetto).


27 aprile 2011

Royal Wedding

A due giorni dall'evento, non potevo non scriverne.
L'Inghilterra si sta preparando per le nozze del secolo. I negozi hanno tutte le vetrine a tema, la BBC e gli altri canali trasmettono speciali sui due promessi e su tutte le nozze reali degli ultimi 100 anni, i giornali (con alcune eccezioni) ospitano speciali e indiscrezioni.
Io non farò la snob e faccio outing: venerdì mattina mi guarderò la diretta (anche perchè è prevista pioggia e freddo e quindi fuori non si va) pronta a commentare il vestito, gli ospiti e tutto il contorno.
Non ho ancora capito come gli inglesi guardino alla monarchia, ma l'idea superficiale che mi sono fatta è che tutto sommati ci siano affezionati e non bramino particolarmente per abolirla...e sicuramente sono contenti che le nozze (con conseguente festa nazionale-vacanza) siano proprio il venerdì prima di un altro lunedi` di vacanza e alla fine della settimana di Pasqua...con un giorno o due di ferie se ne fanno 10...ottima scelta!

12 gennaio 2011

Go green...frustration!!!

Non ho fatto grandi propositi per l'anno nuovo, però uno ce l'ho e mi ronza in testa da un po', voglio cominciare ad eliminare i prodotti troppo chimici dalla casa e trovare alternative piu` ecologiche e sane per pulire la casa, fare lavatrici etc...
Ho tempo (ancora per un po'), qualche risorsa, e una buonissima motivazione...manca
...manca il fattto che l'Inghilterra e` uno dei paesi in cui le informazioni sono peggio organizzate sul web e io mi scontro quotidianamente con la frustrazione di ore di ricerca e nulla di fatto.
Ora, forse ero abituata male in America, dove non solo tutto era facilmente accessibile, ma l'essere "green", o comunque "enviromentally aware" era piu` facile (anche perche` un po' di moda), ma qui, nella seconda citta` dell'inghilterra, non riesco a trovare un negozio che venda sapone di marsiglia o un sito inglese serio che venda prodotti ecologici.
Forse sto sbagliando qualcosa nella ricerca, boh.

Quasi leggendomi nel pensiero la mia neo-cognata mi ha regalato per Natale "Lo Zen e l'arte delle pulizie", un libretto pieno di consigli pratici.
Per ora applico quelli, e accetto qualsiasi tipo di suggerimento o idea, che qui da qualche parte bisogna pur cominciare.

11 gennaio 2011

Viaggiare...fly with style!

In questi anni abbiamo aspettato in tanti aeroporti, presi tanti aerei, fatto voli lunghi, corti o medi, per vacanza o per lavoro.
Ma c'e` una cosa che ha accomunato tutti questi spostamenti: a prescindere dall'ora del giorno, dalla durata del viaggio, dalla classe dell'aereo, io quando viaggio sembro sempre sfatta.
Occhi immediatamente rossi, capelli ribelli, abbigliamento comodo ma brutto, borsa a mano sempre pesantissima e scoordinata etc...
Poi mi guardo attorno e ci sono loro, le Veneri del viaggio. Arrivano in aeroporto elegantissime con giacchine e camicette, alcune con tacchi decisamente alti, o stivali blocca circolazione. Capelli con piega perfetta, trucco abbondante, borsetta mini in mano e aspetto di chi e` appena uscito da una beauty farm.
Siedono in sala d'aspetto, davanti al gate, prendono il loro posto in aereo e dopo 2, 3, 9 o 12 ore le rivedi all'uscita identiche.
Profumate, il trucco ancora su, i capelli perfetti, i vestiti stirati.
Io di solito a quel punto ho pure mal di gola da aria secca, occhi semichiusi da tentativo di sonno, collo incriccato e vestiti tutti spiegazzati. Senza parlare dei capelli che grazie alla staticita` dei cuscini delle compagnie aeree sono a quel punto indomabili o definitivamente spiattati.

Un paio di volte c'ho provato a volare con stile, ma non ce la posso fare...consigli?

In the past 5 years we took several planes, from different airports, to different destinations. Long flights, short flights, economy class or economy plus, for work or for leisure. Regardless the time of the day we leave, there is something common to all my trips: I always look awful.
My eyes get red as soon as I enter the airport, my hair are fluffy, my carry-on bag is usually big and heavy, and my outfit usually comfortable but uncool.
Then I look around and here they are, the Venuses of the air-traveling. They arrive to the airport ready for a defile, perfect make-up, fancy outfit, high heels, a small hand bag and perfect hair.
They enter the plane, take their seats and after 2, 3, 9 or 12 hours you see them again as perfect as they were.
Perfect make-up and hair, perfect clothes and rested faces.
At that point I usually have a cracked neck, wrinkled clothes, awful hair and semi-closed eyes from the attempt of sleeping.
A couple of time I really tried to fly with style, but could not make it: any suggestions?

28 ottobre 2010

English? No British English

E uno dice: per fortuna che ti sei trasferita dall'America all'Inghilterra così non devi imparare una nuova lingua....beh...cioè...quasi. A parte dover fare i conti con un accento molto diverso, ci sono anche molte parole che non sono per niente uguali.

Everyone told me: you are moving to the UK, at least you don't have to learn another languange...well...kind of. Not only the accent is completely different, but also a lot of daily used words are not same.


Qui una piccola lista USA vs UK:
Here is the list USA vs UK:

ATM: Cash Point - Bancomat
Checkout: Till - Cassa al supermercato
Cart: Trolly - carrello
Eggplant: Aubergine -melanzana
Diapers: Nappies -pannolini per bambini
Garbage: Rubbish - immondizia
Elevator: Lift - ascensore
Vaccum Cleanear: Hoover -aspirapolvere
Can: Tin - lattina/barattolo
Restroom: Toilets/loo -bagno
Thanks: Cheers - Grazie

e ce ne sarebbero molti altri.
and many many more.


Io che uso ancora molti termini in American English vengo a volte guardata con sospetto o sento risatine stupite dietro la schiena...Comunque il peggio e` che quando entri nei negozi, invece del solito "hi, how are you doing" per salutare dicono: "Hi, are you all right?" che souna tipo: "Hey, tutto bene, c'e` qualcosa che non va?" Io all'inizio mi guardavo sempre allo specchio pensando di avere un faccia terribile e una macchia di latte sul naso.

I still use a lot of American English terms and people look at me suspiciously, or laugh surprised behind my back. The worst thing is that when you enter a shop they don't greet you with: Hi, how are you doing?" but they look at you and say: "Hi, are you all right?". The first couple of times I thought I had a dreadful face or milk on my nose from my Capuccino. Now I am getting used to it.

28 settembre 2010

Total Immersion

I am reading The Remains of the Day. Watching the BBC series of Price and Prejudice and following the new series Downton Abbey.
Yesterday night I almost called Marco "my lordship".

Sto leggendo Quel che Resta del Giorno. Sto guardando la serie BBC a puntate di Orgoglio e Pregiudizio, e mi sono fatta catturare da una nuova serie TV Downton Abbey ambientata in una villa di campagna nel 1912 che racconta la storia dei conti proprietari e della servitu`. Ieri sera ho quasi chiamato Marco "my Lordship"

23 luglio 2010

Smoke? No grazie!

Quattro anni di America mi hanno completamente disabituata all'odore delle sigarette. Prima non mi ha mai dato fastidio, nemmeno dopo che ho smesso di fumare. Ma ora sto diventando un po' intollerante e mi dà fastidio l'odore dei mozziconi lasciati nei posaceneri sui tavolini all'aperto dei bar.
E` facile abituarsi in meglio!


After four years in California I got used to a completely smoke free environment. Before moving, smoke did not use to bother me, neither when I stopped my occasional smoking.
Now I am becoming intolerant. The smell of the cigarettes' butts left in ashtrays on the outside tables of coffee shops really affects me.
It is easy to get used to better things!

16 giugno 2010

For sale!

E` mesi che penso di scrivere questo post sul riuso in America. La giornata di oggi mi ha dato lo spunto.

Mi sembra che in America sia molto più facile disfarsi delle cose accumulate.
Ci sono yard or moving sale che si organizzano nel giardino di casa in cui puoi vendere cose che non usi più. Ci sono una miriade di siti per annunci di cose usate a prezzi concorrenziali. Ci sono i thrift store, negozi in cui porti cose che vuoi donare. Questi negozi lavano i vestiti, mettono insieme i servizi di piatti e bicchieri, dividono gli oggetti per categorie e li rivendono a prezzi veramente bassi. Il profitto di solito va a una no-profit che gestisce il negozio. Gli avventori non sono solo i poveri o immigrati, ma anche studenti, famiglie, noi in cerca di qualcosa di particolare o a buon mercato. Tutti ne traggono vantaggio, chi si libera degli oggetti, chi li ricompra a prezzi buoni e la no-profit che si autofinanzia. Lo so, gli americani comprano molto piu` di noi e forse se comprassero meno non ci sarebbe bisogno di tutti questi mezzi per svuotare le case, ma trovo che sia bello il ricircolo delle cose.
In Italia e` difficile dare via, quasi impensabile vendere e spesso si finisce per buttare.

Beh, ieri abbiamo mandato una mail ad amici e conoscenti con gli oggetti piu` grandi che vendiamo e questa mattina avevamo gia` sistemato meta` casa. Da un lato siamo sollevati che la cosa avvenga cosi` in fretta; all'altro non ce lo aspettavamo e ora dobbiamo darci sotto a svuotare librerie e sopportare (soprattutto io) di vivere per un mesetto nel casino. Quest'ultima cosa non sara` facile per me, ma, anche in questo caso, un respiro e via...(mhmmm...e` il secondo post che finisco cosi`...e` il periodo...)

29 maggio 2010

dal barbiere

Non so come mai, ma quando vado dal barbiere qui, mi toccano sempre incontri, diciamo, "interessanti". La prima volta mi prendo il tizio che mi sbeffeggia all'urlo del "vai ancora a scuola?!", un'altra volta mi tocca il collega che racconta la sua esperienza con le gang di Los Angeles, con minuziosa descrizione delle varie prove di iniziazione e atti di violenza gratuita.

Questa volta va più o meno così:

Parrucchiera: Da dove vieni?
Io: Italia
P: Ah, bello.
I: E tu?
P: Nata e vissuta qui.
(un po' di chit chatting, ovviamente sul tempo che qui è il primo argomento di conversazione, oggi un po' di vento, che peccato, però nel weekend che bel sole, eh sì, è proprio vero signora mia. Poi, appena abbasso un po' le difese, finalmente una normale, lei tira fuori la bomba.)
P: Dovrebbero proprio fare una legge come quella dell'Arizona anche qui.
I: Quella sull'immigrazione?
(Che rende la vita impossibile a chiunque non sia americano doc e che probabilmente finirà davanti alla corte suprema? Ma, a prescindere, non ci avete sempre detto che era tabù parlare di politica con gli sconosciuti?)
P: Sì, è uno scandalo con tutti questi immigrati
I: Mmmh
(Ma dai, ti ho appena detto che sono italiano. Allora fai apposta?! Dissenso a mille ovviamente, ma controllato, la tizia armeggia pur sempre un forbicione attorno alle mie orecchie. Speriamo non sia una di quelle ferventi nazionaliste)
P: E poi questi milionari che vengono qui e comprano case
I: Sì è impossibile comprare casa qui oggigiorno
(OK, non ce l'ha solo con me. Immigrati e milionari, cos'è? Il disagio della middle class?)
P: Dovrebbero fare una legge per aiutare i locals a comprare casa
I: Ah, gli incentivi per gli home owners, Obama ha fatt...
P: Ma senz'altro qualche liberal si opporrebbe dicendo che è anti-costituzionale. Questi liberali stanno distruggendo questo Paese
I: ...
(Ah, ecco. Hollywood, immigrati e liberal, i 3 nemici per eccellenza dei nuovi repubblicani e dei protestanti del té. Però pensavo che voi foste per lo Stato piccolo e ad ognuno secondo i propri meriti?)

E poi la Fra mi dice che torno sempre provato quando vado a tagliarmi i capelli. Aiuto!

23 maggio 2010

Varie dal week end

Ieri, dopo aver passato quasi tutto il pomeriggio con Stefania e averla vista impastare gli ingredienti per la pizza, sono tornata a casa con la voglia di cucinare qualcosa anch'io.
Non riuscivo a trovare la ricetta della focaccia di Abe e la Fede e mi sono ricordata che quasi precisamente un anno fa Alessandra ci aveva invitato ad una ottima focacciata a casa sua.
Ho recuperato quella ricetta e via ad impastare.
Come detta la Food Blog netiquette, non pubblicherò la ricetta, ma il risultato è stato sorprendente. Croccante fuori, morbida e coi buchi dentro.
Le mie braccia ringraziano per i 10 minuti di impastamento sospeso, le nostre pance ringraziano per l'abbuffata: appena sfornata ieri sera, riscaldata oggi a pranzo.



Oggi guidavo da downtown a casa e ho visto una che si passava il filo interdentale in macchina (era il passeggero). Da quando siamo qui ho visto fare di tutto in macchina (anche dal guidatore): radersi, farsi le unghie, truccarsi, farsi le sopracciglia. Forse è comune anche in Italia, e io non guidavo abbastanza per rendermene conto...ma mi stupisco sempre!

Ah, e poi l'Inter ha vinto e tra venti giorni cominciano i mondiali...that's nice!