27 febbraio 2006

Piove...



... e sappiamo tutti come continua il detto.

Anche se dalle foto magari non è chiarissimo, volevamo testimoniare questo fatto quasi epocale: PIOVE!!!
Ebbene sì, questa mattina pensavo di sognare quando ho sentito il rumorino famigliare delle gocce, o meglio, pensavo che fosse il giardiniere del nostro complesso che dava acqua alle piante e invece...
Mi ero anche convinta che ci fosse un apposito amendment del Bill of Rights che recitasse: "Guarantees to the people the right to enjoy sunshine every days"!!!
Ma non c'era una canzone che faceva: "It never rains in southern California", va beh, proveremo ad affrontare questa emergenza :)
Buona giornata a tutti!

22 febbraio 2006

The city of Angels


Domenica turistica a Los Angeles. L'itinerario e` uno dei classici: Venice Beach, Santa Monica, Hollywood, Sunset Boulevard, Beverly Hills, Rodeo Drive e un tratto di Whilshire Boulevard.
Dopo circa un'ora e mezza di viaggio da Santa Barbara, su una bella e libera autostrada che scorre parallela alle spiaggie, Los Angeles, o meglio, la sua estrema periferia nord, ci inghiotte nel suo tentacolo di macchine e svincoli obbligandoci a mezz'ora a passo d'uomo. Ma è LA e questa la sua quotidianità.
E` una città enorme, attraversata (ferita?), fin nel suo centro pi` centro, da autostrade e cavalcavia. E` la vera città a misura di macchina e infatti le persone che vediamo aspettare i mezzi pubblici sembrano appartenere a categorie sfortunate (studenti, messicani, indiani).

Santa Monica e Venice Beach sono belle, in riva all'oceano, con un lungomare che sembra famigliare perchè sfondo di mille telefilm, casette basse e chiare e, sbirciando dentro le finestre, parecchi vasi pieni di pennelli e cavalletti.
Percorriamo poi il lunghissimo Santa Monica Boulevard (circa 30 miglia)lasciandoci il mare alle spalle e puntando dritti verso le montagne dell'interno alcune delle quali hanno la punta imbiancata. Piano piano abbandoniamo la vivacità e i colori della zona marittima e, passando a fianco ad enormi centri commerciali, costeggiamo il confine sud di Beverly Hills e arriviamo ad Hollywood. Hollywood è un po' una delusione ma ero stata preparata, il quartiere è decaduto ma la via principale, su cui si affacciano i teatri e le insegne al neon luminose e coloratissime è comunque bella.
Percorsi pochi Km arriviamo a Beverly Hills, laddove il sogno americano si è fatto realtà. Ville molto curate con macchinoni parcheggiati sui vialetti, strade silenziosissime e verdissime, donne eleganti a spasso con i cani.
E poi Rodeo Drive. Saraà anche la copia finta di via Condotti o via della Spiga ma a me non dispiace, mi aspetto di vedere Pretty Woman uscire da un momento all'altro piena di borse. Le vetrine italiane fanno da padrone.
Imbocchiamo Wilshire Boulevard convinti di tornare verso l'autostrada, il sole comincia a tramontare, il paesaggio cambia rapidamente, i grattacieli si fanno più alti, le strade piu` sporche, le vetrine meno curate, la gente bivacca sul marciapiede con facce non rassicuranti...insomma, prima di ritrovarci proprio downtown, una zona non molto raccomandabile, soprattutto di notte e da turisti, capiamo di aver preso la direzione sbagliata, giriamo la macchina e torniamo verso nord.
Commenti veloci: sembra di essere sempre sul set di un film, mi ero portata un blocchetto per gli autografi ma non ho trovato nessuno, LA è enorme, vorrei vivere a Beverly Hills.

18 febbraio 2006

Fronte e retro



E' proprio vero: dietro un'apparenza insospettabile, si possono nascondere le peggiori turpitudini!

Ma che razza di ricetta è?!

Cacciatori


Differenze tra noi e gli americani? Moltissime. Alcune con conseguenze più, come dire?, incisive che altre.

L'esempio - governativo - è di questi giorni: mentre da noi si sparavano cazzate, qui sparavano per davvero. Nientemeno che il vicepresidente. E ha anche fatto centro. Su un avvocato ottuagenario e milionario.

Si dice che il Cheney, messo sotto tiro (legge del taglione?) dalla stampa locale, abbia abbozzato la difesa catenacciara tipica del nostro prode (no, non prodi, l'altro) sparatore: "sono stato frainteso". La versione locale suona più o meno: "Veniva da dietro imitando il suono dell'allodola..." Per fortuna (o sfortuna, dipende dai punti di vista), l'impallinato, dopo essere stato in good spirits per alcuni giorni, vistosi pure addossare la responsabilità del fatto, ha pensato bene di non passare per cornuto e mazziato e di dimostrare con un lieve infartino che il danno era reale. Come se non bastasse, l'associazione dei cacciatori texani, rispettatissima apparentemente, ha sentenziato "chi spara è responsabile di dove finisce il proiettile. Punto". E, catenaccio o meno, al Cheney non è rimasto che ammettere le responsabilità, tenere un basso profilo e tornarsene dietro alla scrivania di Washington. Lo staff pare si sia premunito con giubbotti ed elmetti dell'epoca coreana.

I cinefili nostrani invece esorcizzano il pericolo rimandando ad un mitico spezzone del Secondo tragico Fantozzi, che inizia così:
Abbigliamento di Filini: berrettone alla Sherlock Holmes con penna alla Robin Hood, poncho argentino di una sua zia ricca, scarpe da tennis con sopra galoche, carte topografiche e trombone da brigante calabrese. Abbigliamento di Fantozzi: berretto bianco alla marinara di sua figlia Mariangela, giacca penosamente normale, stretta in vita da gigantesca cartucciera da mitragliatrice residuato della seconda guerra mondiale, fionda elastica, siero antivipera a tracolla, gabbietta con canarino da richiamo e gatto randagio da riporto, subito fuggito durante le operazioni di partenza.
Come continua? Sentire qui.

15 febbraio 2006

Patentata...e due!


Restituisco il favore alla Fra: anche lei ha passato la pratica - brillantemente - ed è ufficialmente patentata!

La parte vanitosa e competitiva di Francesca mi "suggerisce" di far notare alcuni dettagli relativi al suo score sheet:

  1. solo 2-dico-2 errori
  2. nella parte dello score sheet dove io avevo la raffigurazione di un mio errore di guida, lei ha invece i complimenti dell'esaminatrice


E così va la storiella sulle donne al volante...