
La parola di questa settimana è
foreclosure. Il
dizionario ci dice che deriva dal latino
fors (fuori) e
clore (chiudere), letteralmente, quindi, significa "chiudere fuori". L'accezione in cui è diventato termine comune, almeno in quest'ultimo tribolato mese, è quella tecnica del pignoramento, che chiude fuori di casa il proprietario insolvente nei pagamenti del mutuo.
Il New York Times ha un'ottima
pagina che riassume temporalmente i principali avvenimenti che hanno portato alla crisi dei mutui e quindi all'esplosione del numero di
foreclosure. Passato il primo spavento, ci si inizia a chiedere
di chi sia la colpa. C'è solo l'imbarazzo della scelta.
La Fed, nella figura del suo celebrato Greenspan, è ora accusata di avere tenuto per anni troppo bassi i tassi di interesse, favorendo credito facile, mutui poco costosi e, di conseguenza, la bolla del mercato immobiliare.
Parecchia gente si è imbarcata in mutui "jumbo" (no
down payment, copertura di fino al 100% del bene della casa, tassi bassi ma variabili) su cui ora, a causa di un rialzo dei tassi, piccoli incidenti di percorso (un licenziamento, una malattia, ecc), ricaduta del mercato immobiliare e conseguente prosciugamento della linee di credito basate sulla
equity dell'immobile, non riesce più a pagare le rate.
Le banche hanno per anni facilitato in ogni modo lo sviluppo dei mercato dei mutui, (le divisioni mutui erano tra quelle che rendevano profitti a 2 cifre percentuali), rendendo accessibili anche a clienti
subprime (i più a rischio di insolvenza) i propri prodotti.
I grandi investitori (hedge fund, investment fund) hanno scommesso che la bolla immobiliare non sarebbe scoppiata mai e hanno allegramente accumulato prodotti finanziari basati sui mutui. Caduti gli ultimi, cadono anche i primi. A volte spettacolarmente, come nel caso del mitico fondo
Alpha di Goldman Sachs, per cui è stata necessaria l'iniezione di 3 miliardi di dollari (sì, miliardi) per evitarne il collasso.
Le compagnie di rating, infine, hanno ignorato il problema, continuando ad assegnare valutazioni positive a compagnie e investimenti estremamente a rischio.
Per aggiungere al danno la beffa, il mercato immobiliare di Santa Barbara rimane, noncurante di tutto ciò, in continua crescita: ci toccherà affittare ancora per un po' visto che il prezzo mediano di una casa qui supera il milione di dollari...