20 marzo 2007

medium and message

Il primo vero colpo di questa lunghissima campagna elettorale presidenziale sembra sia stato davvero battuto. Il formato: un video. Il luogo: youtube, ovviamente. Il riferimento culturale: apple. Il risultato: a watershed moment in 21st century media and political advertising (addirittura?).

Ma andiamo con ordine. All'inizio di Marzo, un certo ParkRidge47 pubblica su youtube un video in supporto di Obama e ferocemente critico di Hillary. Il video è uno spoof (per gli evangelici del web2.0: un mashup) di un famoso spot prodotto da Apple per il SuperBowl del 1984 per presentare il nuovo Macintosh. Il tema è orwelliano: il grande fratello dalla voce suadente e monotona, l'enorme schermo televisivo, le schiere di grigi droni, la giovane donna con il martello che spezza l'incatenamento. Il messasggio: "think different". Il mashup rimescola gli ingredienti: il grande fratello è Hillary, la sua nenia l'annuncio della candidatura, la donna salvatrice ascolta l'iPod e porta sulla maglietta il logo della campagna di Barack, il messaggio diventa "vote different".

Il tutto rimane sotto traccia per quasi due settimane, gira nel circolo dei blog, poi il video arriva in cima alla lista dei più visti di youtube e i media mainstream se ne accorgono. Il San Francisco Chronicle pubblica un paio di articoli di analisi, USA today li rilancia, Fox trasmette il video ossessivamente e spara sui "democrats".

Arrivano i primi commenti ufficiali:
Barack: non ne sappiamo nulla e non abbiamo le capacità tecniche per realizzare qualcosa del genere. Ovvero: cosa diamine sto pagando a fare i miei marketing experts? Ma in fondo non ci dispiace troppo.
Hillary: no comment. Ovvero: il video è fatto troppo bene perchè non ci sia lo zampino (e i soldi) di Barack. Ma, ehi, cosa diamine sto pagando a fare i miei marketing experts?
Blogger democratici: potrebbe essere una manovra dei repubblicani per mettere Hillary e Obama ai ferri corti, il video è troppo professionale per essere opera di un attivista.
ParkRidge47: è stato facile.

Cosa portare via da questa vicenda?

Le campagne elettorali si fanno sempre di più con le nuove tecnologie. E questo l'aveva dimostrato Howard Dean nel 2004, che aveva condotto la campagna elettorale (e raccolto gran soldoni) via Internet. Quattro anni dopo, siccome un'immagine vale più di mille parole e abbiamo la banda larga, oltre a leggere i blog, converrà tenere sott'occhio youtube.

L'anonimato di Internet permette di lanciare messaggi che mai un candidato potrebbe permettersi di lanciare (non a questo punto della campagna, almeno). Altro che opinion poll: getto il sasso e vedo l'effetto che fa. Allo stesso tempo, diventa più difficile per un candidato tenere completamente sotto controllo la propria campagna elettorale.

I movimenti grassroot (veri o presunti tali) contengono energie e idee che i gruppi ufficiali non hanno o non possono avere. Certo, i risultati non sono sempre così professionali o eclatanti come in questo caso (attivista? professionista? al soldo di chi?), ma una veloce ricerca su google mostra chiaramente il fermento delle comunità spontanee.

Ma, come sempre, alla fine della strada ci sono le primarie.

2 commenti:

  1. comprensibile che il web sia sempre più usato, qua da notri c'è su tutti di pietro, ma anche gentiloni, mussi e compagnia cantante.
    Il problema è che internet è un pessimo modo per comunicare politicamente, se possibile ancora più falso ed ingannevole della tv. Certo, porta non pochi vantaggi al politicante di turno che se ne avvale.

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  2. Nel frattempo leggo su repubblica.it che il creatore del video, Philip de Vellis, è stato licenziato dalla sua azienda informatica.

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