27 gennaio 2008

Canederlando

Un sabato di pioggia, Federica, Alberto e Nicola a cena...che fare...



Per fare dei canederli col brodo o col ragù
se ciàpa del perzemolo e se lo taja su
farina oio e zigole
luganeghe col speck
pan vecio senza migole
e ‘n toc de formai sgnec

se fa balottole col pan gratà
Do quatrofregole de ai pestà
na meza chicchera de lat e vin
eco i canederli de noi Trentin!






Ensema coi canederli noi altri ghe magnam
na sgionfa de luganeghe e ‘n toc de smacafam
ne pias polenta e finferli la mosa con el lat
polenta co le scodeghe che vanza for dal piat



...il risultato non ha deluso...

8 commenti:

  1. Anonimo04:36

    Bellissimi, dall'aspetto non hanno nulla da invidiare a quelli di Sant Orsola.
    Un unico dubbio: perchè do o quatro fregole de ai pestà? se fossero tre si rovina tutto?

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  2. la mia esperienza filologica mi spinge a motivare la scelta con il ritmo della canzone...prova tu a cantare "do tre fregole de ai pesta`"...ma potrei sbagliarmi!

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  3. Anonimo09:01

    Gli Articolo3ntino cantano: "taio zo salam al ai", da leggersi "ta-io-zo salamalai". Mi e' venuto in mente e mi faceva ridere, dunque l'ho scritto.

    bro.

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  4. Federica20:21

    .. i miei primi canederli....Buonissimi!!!

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  5. Anonimo23:09

    La nonna Palmina, il mio guru in cucina, dice che:" l'importante l'è meterghe tante luganeghe e speck, perchè se te metti sol pan e farina i deventa PANEDERLI e no i sa da nient"
    Evviva le nonne ed i cibi trentini!!!
    H.

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  6. "Hai mai pensato a quel progetto di esportare la piadina romagnola?"

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  7. oh mamma io li adoro!

    a saperlo qualche mese fa…
    ma tanto noi si torna eh!

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  8. @daniela: meno male che tornate, cosi` c'e` speranza che anche quelli che restano possano riprovarli ;-)

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